
Il nuovo Questore di Perugia: “Tutela e sicurezza passano anche dalla protezione dei più fragili”
Assisi, 21 marzo 2025 – Proteggere chi è più vulnerabile vuol dire anche garantire loro un ambiente sicuro, opportunità di crescita e accesso alle cure migliori.
È con questo spirito che il nuovo Questore di Perugia, Dario Sallustio, questa mattina ha visitato l’Istituto Serafico di Assisi, eccellenza nota a livello nazionale nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi con disabilità complesse.
Accolto dalla Presidente del Serafico, Francesca Di Maolo, Sallustio ha potuto conoscere le più recenti innovazioni tecnologiche e scientifiche adottate dalla realtà assisana, che integra ricerca avanzata e assistenza personalizzata per migliorare la qualità della vita dei ragazzi.
Il Serafico, infatti, ha una serie di dispositivi all’avanguardia per la riabilitazione neuromotoria e sensoriale, strumenti per l’analisi posturale e la comunicazione aumentativa, oltre a sistemi di realtà virtuale per il recupero delle funzioni cognitive. Una strumentazione tecnologica, dunque, che consente all’equipe sanitaria di sviluppare percorsi terapeutici sempre più mirati, consapevoli, efficaci e inclusivi.
Ma l’eccellenza del Serafico non è solo nella tecnologia: il vero valore aggiunto è l’approccio che mette al centro la persona, coniugando scienza, assistenza e umanità. Un modello che, come ha sottolineato il Questore, merita attenzione e supporto istituzionale: “La sicurezza non è solo un concetto legato all’ordine pubblico, ma riguarda anche la protezione delle persone più fragili che devono poter contare su un sistema di cura e accoglienza sicuro, attento e rispettoso della loro dignità. È un’eccellenza per la comunità oltre che e un esempio straordinario di come ricerca e umanità possano lavorare insieme per dare futuro a chi è più vulnerabile”.
Un messaggio, quello di Sallustio, che trova riscontro anche nelle parole di Di Maolo, che ha sottolineato quanto “la visita del Questore, per il Serafico, sia un segnale estremamente importante poiché rappresenta non solo un luogo di cura, ma anche di tutela e protezione per tanti ragazzi che necessitano di un’attenzione particolare.
Sapere di avere il supporto delle istituzioni e delle forze dell’ordine significa per noi rafforzare quel senso di sicurezza che ogni persona, e a maggior ragione chi vive una condizione di fragilità, ha il diritto di percepire”.
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