Organizzato dall’associazione culturale Umbrialeft e dalla rivista Micropolis. Stefano Vinti: Le risorse devono essere impiegate a sostegno delle classi sociali più deboli

Perugia, 25 mar. 2025 – “Costruiamo anche in Umbria una mobilitazione alternativa che indichi la possibilità di lavorare insieme per la pace, il welfare, la salvaguardia della democrazia. L’Umbria per la pace si ritroverà in una grande manifestazione a Perugia sabato 29 marzo”.

Questo il messaggio lanciato durante l’incontro ‘Guerra alla Guerra’, organizzato dall’associazione culturale Umbrialeft e dalla rivista Micropolis al Park Hotel di Ponte San Giovanni a Perugia. Tra i partecipanti al dibattito coordinato da Maristella Pitzalis, c’erano Renato Covino di Micropolis, Stefano Vinti di Umbrialeft, Stefano Lucarelli docente dell’Università di Bergamo, e Alfio Nicotra del Consiglio nazionale di ‘Un ponte per’ e dell’esecutivo di Aoi, associazione delle ong italiane.

“Guerra alla guerra – ha spiegato Stefano Vinti – perché pensiamo che oggi la questione che si pone in Europa e nel mondo metta in discussione da qui a medio termine l’esistenza pacifica dei popoli. La questione del riarmo così com’è stata illustrata dai vertici europei ci indica che 800 miliardi di euro saranno ‘prelevati’ per il riarmo dell’Europa e dei Paesi europei dalle risorse oggi impiegate per quel che rimane dello Stato sociale, cioè università, sanità, scuola e traporto pubblici.

L’orizzonte che abbiamo di fronte è l’impoverimento di gran parte dei soggetti sociali deboli d’Europa. A questa opzione noi pensiamo che occorra opporsi, dire no al riarmo e sì al disarmo. Le risorse devono essere impiegate a sostegno delle classi sociali più deboli e del ceto medio”.

“Oggi – ha aggiunto Renato Covino – siamo in una situazione complicata in cui si avanzano diverse ipotesi e quella centrale riguarda un riarmo europeo. La scusa è sostanzialmente che i russi hanno un potenziale di fuoco fortissimo e, dato che gli americani non coprono più le nostre esigenze di difesa, il punto centrale è che l’Europa deve difendersi. Questo tipo di prospettiva ha alle origini un elemento di falsità dato dal fatto che la Russia non è in grado di attaccare una grande potenza economica qual è l’Unione europea”.

“Ci troviamo in una situazione in cui – ha proseguito Covino – quelle americane sono sostanzialmente politiche imperiali e il tentativo è di costituire un quarto impero vicino a Russia, Cina e Stati Uniti per poter iniziare anche noi una politica imperialista. Questo tipo di fenomeno è destinato a scaricarsi sulle spalle delle persone, ci troveremo di fronte a una situazione di difesa dell’inflazione, di protezionismo diffuso, di accaparramento delle materie prime e quindi di peggioramento delle condizioni di vita.

Il problema, in una situazione di questo genere, è come muoversi tra le contraddizioni evidenti che ci sono all’interno degli stessi schieramenti, come bloccare o tentare di impedire una politica di riarmo che rischia di essere per il nostro Paese e per l’Europa disastrosa”. “Siamo qui a discutere del programma di Ursula Von Der Leyen – ha commentato Alfio Nicotra – di armare l’Europa.

Riteniamo che questa strada sia un gravissimo errore perché non si può rispondere con nuove armi alla crisi di sicurezza che sicuramente esiste, accelerata dalla vicenda di Trump. Dal 2001 a oggi abbiamo vissuto una fase di riarmo che ha portato insicurezza in tutto il pianeta, lo vediamo nelle zone dove operiamo, Iraq, Afganistan, Siria, Libia: la guerra non ha portato a niente.

Sul fronte orientale della guerra russo-ucraina la risposta militare è arrivata in un vicolo cieco. Noi siamo perché finalmente si levi la voce dell’altra Europa, quella dei popoli, quella del movimento per la pace. Dobbiamo investire in cultura, in posti di lavoro perché l’Europa diventi davvero ciò che don Tonino Bello diceva della Puglia, ‘un’arca di pace, non un arco di guerra proteso minacciosamente verso il Sud del mondo’”.

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