Il cordoglio e la denuncia delle organizzazioni sindacali. L’uomoera dipendente di un’azienda orvietana impegnata in lavori di manutenzione stradale

Orvieto, 26 mar. 2025 – Aveva solo 38 anni l’operaio che ieri è stato travolto e ucciso da un Tir in A1 nei pressi di Orvieto.

Stava posizionando la segnaletica per un cantiere stradale quando la morte lo ha falciato sul colpo. Si chiamava Umberto Rosito, 38 anni originario delle Puglie ma residente da tempo ha Orvieto dove lascia la moglie una figlioletta di 3 anni.

Il conducente del Tir è stato sottoposto al test di screening relativo all’assunzione di bevande alcooliche o stupefacenti,

Il sinistro si è verificato prima delle 8 nella carreggiata Nord della A1 dove la vittima era al lavoro per conto di una ditta di manutenzione. La Polstrada di Orvieto subito ha raggiunto il luogo dell’incidente constatando, purtroppo, ciò che era successo. E’ stato fatto alzare in volo anche l’elisoccorso ma subito fatto rientrare. Sul posto anche il personale e i dirigenti sia della ditta presso cui lavorava l’operaio sia di autostrade per l’Italia.

Insorgpno i sindacati: “Siamo di fronte all’ennesima, inaccettabile morte sul lavoro, che colpisce un uomo nel pieno della sua vita, impegnato in un’attività fondamentale per la sicurezza e il funzionamento delle nostre infrastrutture. Esprimiamo vicinanza e solidarietà alla famiglia, ai colleghi e a tutta la comunità orvietana, così duramente colpita”.

Le Segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil Umbria, unitamente alle categorie dell’edilizia Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, esprimono profondo cordoglio per la tragica morte di un operaio di 38 anni, iscritto al sindacato, avvenuta nella mattina di martedì 25 marzo lungo l’autostrada A1, nei pressi dello svincolo di Orvieto, durante l’attivazione di un cantiere per lavori di manutenzione stradale.

Il lavoratore, dipendente di un’azienda orvietana impegnata nell’intervento, è stato investito da un mezzo pesante in transito nonostante il cantiere risultasse correttamente segnalato. A nulla è valso l’intervento dei soccorsi, compreso l’elisoccorso, immediatamente attivati: l’impatto si è rivelato purtroppo fatale.

“La magistratura ha avviato le indagini per accertare le dinamiche e le eventuali responsabilità dell’accaduto – si legge nella nota congiunta –, ma allo stesso tempo non possiamo non denunciare, ancora una volta, la gravissima fragilità del sistema di prevenzione e tutela nei cantieri, soprattutto in quelli stradali.

Il lavoro deve essere sicuro, sempre, e ogni morte è la prova che non stiamo facendo abbastanza. Non basta parlare di sicurezza: serve un salto di responsabilità collettiva, politica, sociale e imprenditoriale. Le sigle sindacali hanno formalmente richiesto e sollecitato la Regione affinché venga attivato un tavolo istituzionale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che coinvolga tutte le parti interessate e consenta di costruire, insieme, una strategia efficace e strutturale di prevenzione, formazione e controllo”.

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