
Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI
Bastia Umbra, 30 marzo 2025 – Mai vista così tanta gente. La partenza è fissata intorno alle 10, ma già a pochi chilometri dal centro fieristico ci troviamo imbottigliati in una lunga coda di auto.
Saranno tutte dirette alla 56^ edizione di Agriumbria? Il dubbio dura poco: la Centrale Umbra, la strada che conduce a Perugia, è teatro di due incidenti che coinvolgono sette, forse otto veicoli. Sul posto ci sono già due squadre dell’Anas e una pattuglia della Polizia Stradale per i rilievi dei sinistri.
Superato questo ingorgo forzato, riprendiamo la marcia poco dopo giriamo a destra per lo svincolo che immette a Bastia Umbra. Ci sono transenne, Polizia Locale e volontari della ProCiv ad ogni incrocio che gestiscono il traffico con efficienza. Arrivati in zona, la ricerca di un parcheggio si rivela una vera impresa: ogni angolo libero è già occupato. Ma la fortuna ci assiste: proprio quando stavamo per arrenderci, si libera un posto e con una rapida manovra ci infiliamo.
Una breve passeggiata sotto un cielo azzurro e un sole primaverile ci conduce alla segreteria generale per il ritiro del pass-stampa. Chi invece è in fila per acquistare il biglietto ha davanti un’attesa non indifferente.
Davanti all’ingresso si estende un mare di persone: giovani coppie, gruppi di amici, anziani, famiglie al completo con passeggini al seguito, bambini sulle spalle dei genitori, donne incinte e ragazzi armati di smartphone.
Perchè c’è tutto questa grande interesse per Agriumbria?
“E’ la fiera di settore più grande del Centro Sud Italia, prima a livello nazionale per il comparto zootecnico. Continua a riscuotere un interesse sempre più crescente” – ci dice Stefano Ansideri, presidente di Agriumbria SpA.- e oggi è una domenica da incorniciare”.
Oggi saranno centomila presenze ?
Ansideri allarga le braccia: “I conteggi ufficiali (casse in fiera e biglietteria online) avverranno solo a tarda serata, ma le presenze di questa domenica sembrano confermare il grande successo della passata edizione quando si registrarono 85.000 visitatori. Agriumbria è agricoltura!
Le presenze straordinarie di oggi confermano la nostra doppia vocazione, frutto di un’attenta programmazione strategica e commerciale, che rende questa una manifestazione davvero unica, dove convivono le due anime della nostra agricoltura, quella popolare e rurale e quella dell’innovazione, del lavoro e dell’impresa.
Siamo molto felici del lavoro fatto, anche grazie a tutti i partner pubblici e privati. Molto importanti, di sostanza e di livello, anche i confronti e i convegni proposti in questo 2025″
Agriumbria e Umbriafiere al centro del sistema fieristico nazionale?
“È ormai ampiamente riconosciuto (confermato in questa edizione) il ruolo centrale e strategico per il sistema delle imprese agricole e zootecniche di Agriumbria. Ruolo ribadito dalle principali sigle allevatoriali, di costruttori e distributori di macchine agricole e dalle associazioni agricole.
Una certificazione arrivata anche dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, alla sua terza volta in fiera, che proprio nella giornata inaugurale di venerdì scorso, ha riconosciuto e sottolineato la dimensione qualitativa di Agriumbria e il suo essere fiera che lavora in sinergia con le altre Mostre di settore più importanti del Paese in un’ottica di sviluppo e non di concorrenza interna”.
Agriumbria ha sempre attratto folle imponenti, ma quest’anno si è toccato un record assoluto. Non solo per il numero di visitatori, ma anche per quello degli espositori: ben 450.
E non solo: oltre 150 aziende, pur avendo presentato la domanda di partecipazione, sono rimaste escluse per mancanza di spazio. Qual è la sfida per il futuro?
“La vera sfida, oggi, è la gestione degli spazi e delle risorse – conclude Ansideri – per garantire a tutti un’esperienza di qualità.”
All’interno della fiera si cammina a fatica, spalla contro spalla. Lunghe file si formano davanti ai punti ristoro, dove si possono gustare panici farciti ma anche prodotti tipici umbri e sorseggiare birra.
L’atmosfera è quella di una grande festa popolare, un’invasione pacifica e gioiosa che anima l’intero quartiere fieristico.
Ma l’attrazione principale rimane sempre la stessa: gli animali. Bambini e adulti si fermano incantati davanti alle stalle allestite per l’occasione. Cavalli, somari, bovini da latte e da carne, pecore di casa nostra ma anche provenienti dalla Sardegna tornano protagonisti in un mondo in cui la vita rurale sembra sempre più lontana.
Un tempo, le stalle erano parte integrante della vita quotidiana nei casolari di campagna. Oggi, molte di quelle strutture sono state abbandonate o riconvertite in agriturismi e bed & breakfast. Eppure, in queste campagne, per secoli, intere generazioni hanno trovato il proprio sostentamento e costruito la loro storia.
Agriumbria, dunque, non è solo una fiera, ma un viaggio nel tempo. Un ponte tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro dell’agricoltura italiana.
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