
Prossimo appuntamento domenica 6 aprile al circolo Arci Subasio. Vi fanno parte associazioni, forze politiche e organizzazioni tra cui la Camera del lavoro Foligno
Foligno, 1 apr. 2025 – Nel pomeriggio di lunedì 31 marzo si è tenuto il primo incontro del Comitato costituito a Foligno per la promozione dei cinque Referendum 2025 su lavoro e cittadinanza in programma l’8 e 9 giugno.
L’iniziativa è promossa da una rete di associazioni, forze politiche e organizzazioni, tra cui la Camera del lavoro di Foligno, che, come spiegano gli stessi promotori, “condividono l’urgenza di un cambiamento reale, concreto e immediato.
Il comitato nasce per far conoscere e sostenere i cinque quesiti referendari che puntano a restituire dignità al lavoro, sicurezza nei luoghi di lavoro, tutele alla precarietà, maggiore equità nei licenziamenti e un accesso più giusto alla cittadinanza italiana per chi vive e contribuisce da anni alla vita del nostro Paese.
Se approvati, i cinque quesiti, produrranno effetti immediati nella vita di milioni di persone. Nei prossimi mesi il comitato sarà presente capillarmente nel territorio cittadino per promuovere incontri e momenti di confronto pubblico”.
Il prossimo appuntamento si terrà domenica 6 aprile al circolo Arci Subasio di Foligno dove, a partire dalle 10, verrà promosso un momento formativo sul tema dei quesiti referendari. “L’obiettivo – spiegano ancora i promotori del comitato per i Referendum 2025 – è quello di moltiplicare la partecipazione, informare per far conoscere e rendere il voto uno strumento concreto per cambiare davvero il Paese.
Il comitato è aperto all’adesione di tutte le cittadine e i cittadini, realtà associative e forze democratiche. L’invito è rivolto a tutti perché il voto è importante per il futuro. Di fronte a una politica troppo spesso considerata lontana dai temi della giustizia sociale, i quesiti referendari offrono ai cittadini e alle cittadine l’opportunità di agire direttamente con la loro voce. Servono a costruire un modello di società più giusto e inclusivo, dove a più forti diritti sociali corrispondano più ampi diritti civili”.
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