
Untappd, la community più importante a livello globale nel settore della birra artigianale, ha insignito di oro, argento e bronzo le tre birre dell’Abbazia
Norcia, 1 apr. 2025 – Untappd, la più rilevante community al mondo nel settore delle birre artigianali, ha premiato Birra Nursia Tripel con la medaglia d’oro come migliore Belgian Tripel italiana, Birra Nursia Bionda con l’argento come seconda Belgian Blonde del Paese e Birra Nursia Extra, già considerata “imperdibile” da Slow Food, con il bronzo come terza Belgian Strong Dark Ale prodotta nello Stivale. Questi riconoscimenti arrivano in occasione degli Untappd Community Awards e si basano su migliaia di recensioni offerte da esperti e appassionati di birra. Dom Agostino Wilmeth, monaco dell’Abbazia di San Benedetto in Monte e mastro birraio di Birra Nursia, ha dichiarato: “Birra Nursia è nata dall’idea che una buona bevanda potesse accompagnare le prelibatezze gastronomiche di Norcia, conosciute in tutto il mondo.
La nostra birra sostiene la vita dell’Abbazia ma contribuisce anche all’economia della città, che ha tanto sofferto nell’ultimo decennio. Vorremmo condividere simbolicamente questi premi con tutti i nursini: la qualità e la tradizione sono valori forti nella Regola di San Benedetto e qui a Norcia, e Birra Nursia li ha ricevuti in eredità”.
Birra Nursia è prodotta dal 2012 dai monaci benedettini di Norcia, i discepoli di San Benedetto che vivono nella sua città natale. Le sue tre ricette sono state sviluppate nel solco dell’antica tradizione birraria monastica belga. La sua lavorazione avviene con metodi artigianali, attraverso un processo lungo e attento e facendo uso di ingredienti selezionati tra cui il malto umbro.
La prima sede di Birra Nursia, situata accanto alla Basilica di San Benedetto a Norcia, è stata resa inagibile dai terremoti del 2016. Da allora è iniziata un’amichevole collaborazione tra la comunità benedettina e Mastri Birrai Umbri.
Affinché Birra Nursia potesse continuare a essere apprezzata in Umbria, in Italia e all’estero, il birrificio di Gualdo Cattaneo ha offerto ai monaci di utilizzare i suoi impianti, a una sola condizione: che fossero i monaci stessi a produrre la birra, per garantire l’autenticità del prodotto e il rispetto delle ricette originali.
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